Parallelamente a quanto scritto appena adesso, in questo periodo di musate contro i muri che inaspettatamente si parano davanti (talvolta sono ingenua, talvolta sono sbadata, talvolta è la stessa cosa), mi trovo a dover fare i conti con alcune parti di me, con alcune mie paure, con alcuni miei periodi che mi hanno fatto dire e fare, essendone in quel momento convinta, tante cose che adesso vorrei cambiare. Siccome, per quanto io ci provi, mi rendo conto che cambiare il passato è un tantino improbabile, sto cercando di riconoscere e accettare questa innegabile verità.
Dopo tanta vita passata a pensare soltanto che avrei voluto che gli altri mi capissero telepaticamente e seguissero i miei bisogni, il fatto di dirli non mi sembrava forse possibile che provocasse un esser presi seriamente, addirittura mutando il proprio modo di vivere (quante volte mi son sentita dire: siamo tutti a tua disposizione, e io non lo credevo possibile...).
Come erano reali i miei bisogni di libertà in un momento, lo erano la paura terrificante e il bisogno di sicurezza e appartenenza del momento successivo; lo so, che erano reali. Me li ricordo bene...ogni tanto tornano a trovarmi, anzi è un alternarsi con momenti di tranquillità, di speranza, di tutto quello che c'è.
Ma insomma, sto cercando di fare i conti con il fatto che anche i bisogni dell'altra parte erano reali. Che non erano meno legittimi e importanti dei miei...e che pure tanti sforzi e tante rinunce (anatema!!! la parola rinunce è bella o brutta, ci si può far la pace o la guerra) sono stati fatti per me.
Credo che, nel gioco serio delle responsabilità, se da una parte ci si prende quella di aver fatto una scelta in libero arbitrio, dall'altra ci si deve prendere quella di aver espresso quelle richieste, con più o meno veemenza, con più o meno paura, con più...e meno... .
Lo ammetto, non è affatto facile. Ad un certo punto ho anche rimesso nel fodero altre parole, e mi son messa zitta. A riflettere. Non mi sento di aver speso poco, nè di metterci poco o meno o peggiore impegno. Ho lasciato molte cose, e nella difficoltà di farlo, era un passo necessario per crescere. Ma non era l'unico, e quello che sto cercando di fare adesso, è ancora molto difficile. Perchè me la devo vedere solo con me, prima che con qualcun altro. E io che mi dimentico facilmente le cose...per ricordarmi con chi devo aver a che fare (con l'Anna di 3,4,5 anni fa) devo metterci un bel po' d'impegno.
Posso ritrattare? Non modificare quello che ho detto allora...l'ho detto. Rimane.
Ma oggi posso ritrattare. Vorrei farlo, ecco. Adesso che so che il dolore sarebbe superiore alla paura, ma anche che l'amore risplenderebbe meglio su un ruscello d'acqua divertita, e che sarei disposta a perderci qualcosa (o a provarci almeno) pur di vederlo così, io riformulerei tutte le mie risposte. Vorrei mettere tanti sì dove la paura mi faceva dire no. Eppure ho detto no, lo so.
Ne ho detti molti. Se avessi detto sì, sarei qui in questa stanza a scrivere? chi lo può sapere.... ecco, devo accettare che sarebbe potuta andare diversamente, bene o male, e che io e nessuno lo può sapere.
Per me sono tanti rospi da buttare giù...ma è importante farlo. E' importante provarci, adesso.
venerdì 6 luglio 2012
A onor del...merito
Passati quasi 3 mesi dal mio secondo post di questo nuovo estemporaneo blog...in effetti mi ricordo di averlo solo ogni tanto, quando penso che potrei scrivere qualcosa circa qualcosa d'altro..ma poi il "daffare" distoglie la mente da tutte quelle pieghe nelle quali, tuttavia, ugualmente si perde a dispetto degli impegni pratici. C'ho messo un po' a farmi passare il malumore costante per la situazione politico-economica di tutti noi, mi ero ripresa un attimo, quand'ecco l'ennesima prova che le cose non vanno proprio come invece dovrebbero proprio. Poco meno di un mese fa ero a Roma, con il mio ...(compagno? fidanzato? partner? RAGAZZO?), beh insomma con lui, perchè doveva sostenere le prove selettive per poter seguire un corso a numero chiuso per giovani amministratori organizzato dall'associazione nazionale dei comuni italiani (una roba importante, si direbbe). Più di un centinaio di pretendenti per 30 posti o poco più. Per dare la possibilità, a giovani facenti parte di amministrazioni locali, di imparare qualcosa di magari utile al proprio compito istituzionale. E quindi? Vuoi che giovani figli di, plurilaureati e imprenditori non ancora trentenni, assistenti di professori amici di, ecc.ecc., pur non amministratori, non abbiano avuto la meglio su un amministratore con tanta arte, ma senza parte importante a fare da irrinunciabile compendio?
Poi stasera al tg locale vedo che Cota, al convegno organizzato proprio dall'anci, parla di merito dei comuni...MERITO...ma che ne sapete del merito??? lo tenete ben lontano dai luoghi dove può servire!!!!
Qualcuno potrebbe obbiettarmi che sono innamorata, e i miei occhi vedono lui come il migliore...
No, forse non avete capito...l'amore e l'ammirazione sono due cose diverse, certo solitamente sono rivolte entrambe verso le stesse persone...in genere familiari, amici importanti... ma sono diverse, e riesco bene a riconoscerle.
Potrei anche aggiungere il caso ormai trascinantesi da anni, che nell'azienda per cui lavora, non riesce ad avere dei riconoscimenti e a progredire nonostante sia più brillante e intelligente di tutti quanti messi insieme, ma evidentemente il bene dell'azienda è un concetto ignoto ai dirigenti d'azienda stessi, che sono lì per politica.
Quindi...se non ti vuoi vendere l'anima a dei politici in cui non ti riconosci, se non hai un patrimonio alle spalle, se non hai una famiglia con conoscenze importanti alle spalle, se non hai dei piedi d'oro nelle varie porte, sarà possibile fare qualcosa di realizzante nella vita?
Sono innamorata? certo!!! è ovvio, e vedo una persona che ha tali capacità che potrebbero portarla davvero in alto, non rendendola migliore, ma realizzandone quelle capacità come dovrebbe essere per chiunque lo meriti e lotti strenuamente per riuscirci, rendendo migliore la società (o devo ricordarvi la storia dei cerchi concentrici?).
Poi, vai a dire che la realizzazione è in altre cose, nella famiglia... Vaglielo a dire tu, pluridirigente d'azienda venticinquenne del cazzo. Perchè io questa faccia di bronzo non ce l'ho.
Poi stasera al tg locale vedo che Cota, al convegno organizzato proprio dall'anci, parla di merito dei comuni...MERITO...ma che ne sapete del merito??? lo tenete ben lontano dai luoghi dove può servire!!!!
Qualcuno potrebbe obbiettarmi che sono innamorata, e i miei occhi vedono lui come il migliore...
No, forse non avete capito...l'amore e l'ammirazione sono due cose diverse, certo solitamente sono rivolte entrambe verso le stesse persone...in genere familiari, amici importanti... ma sono diverse, e riesco bene a riconoscerle.
Potrei anche aggiungere il caso ormai trascinantesi da anni, che nell'azienda per cui lavora, non riesce ad avere dei riconoscimenti e a progredire nonostante sia più brillante e intelligente di tutti quanti messi insieme, ma evidentemente il bene dell'azienda è un concetto ignoto ai dirigenti d'azienda stessi, che sono lì per politica.
Quindi...se non ti vuoi vendere l'anima a dei politici in cui non ti riconosci, se non hai un patrimonio alle spalle, se non hai una famiglia con conoscenze importanti alle spalle, se non hai dei piedi d'oro nelle varie porte, sarà possibile fare qualcosa di realizzante nella vita?
Sono innamorata? certo!!! è ovvio, e vedo una persona che ha tali capacità che potrebbero portarla davvero in alto, non rendendola migliore, ma realizzandone quelle capacità come dovrebbe essere per chiunque lo meriti e lotti strenuamente per riuscirci, rendendo migliore la società (o devo ricordarvi la storia dei cerchi concentrici?).
Poi, vai a dire che la realizzazione è in altre cose, nella famiglia... Vaglielo a dire tu, pluridirigente d'azienda venticinquenne del cazzo. Perchè io questa faccia di bronzo non ce l'ho.
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